Una Città in Comune: iniziamo a ricostruir​e la partecipaz​ione da 973 persone

Una Città in Comune ringrazia le 973 persone che hanno scelto di credere in questo progetto.
Abbiamo voluto proporre una scelta chiara e di ricostruzione della fiducia delle persone nella Politica e ci siamo riusciti.
973 voti consapevoli di donne e uomini che hanno capito la nostra diversità e ci hanno sostenuti, oltre la metà di queste persone non sarebbero andate a votare se non ci fossimo stati noi.
Siamo partiti , elettoralmente, da zero e in un mese abbiamo raggiunto 973 persone, adesso ripartiamo da 973 persone per cambiare radicalmente il modo di fare politica .
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Come abbiamo sempre detto il nostro lavoro continua sul territorio, continua nelle lotte, questa campagna elettorale vissuta dall’interno ci ha resi ancora più consapevoli della distanza culturale che esiste tra la consapevolezza e il voto, ci opponiamo al voto dato per partito preso, per amicizia o perchè ci hanno detto di votare qualcuno, nessun voto avrà mai senso se non saremo riusciti a ricostruire lo spirito critico nelle persone.Ripartiamo dalla credibilità delle persone comuni e da un metodo che si basa sulla partecipazione, sul rifiuto dei tatticismi e sulla trasparenza in ogni suo passaggio.

Questo è il lavoro lungo e faticoso che ci attende, non abbiamo mai detto ‘votateci e faremo questo per voi’ ma ‘ venite ad aiutarci a costruire il cambiamento di cui abbiamo bisogno’, questo è il progetto e .. tocca a noi, altri non ce ne sono! *

Una Città in Comune
* spieghiamo da dove abbiamo preso questo spunto che usiamo da inizio campagna elettorale, questa frase trae ispirazione da ‘I quaderni di Malte Laurids Brigge’.
Rilke dice:
“… se tutto ciò è possibile, se anche solo ha un’ombra di possibilità, allora bisogna pure che qualcosa si faccia nel mondo.
Il primo che capita, chiunque abbia avuto questi pensieri inquietanti, deve cominciare a far qualcosa di ciò che fu tralasciato;
anche se è uno qualsiasi, se non è per nulla il più adatto:
altri non ce ne sono.”
E’ un semplice incitamento alla partecipazione, a smettere di delegare ed attivarsi in prima persona perchè anche se non saremo i più adatti altri non ce ne sono, nessuno lo farà per noi.

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