“Un viaggio che non promettiamo breve” e noi: raccontiamo la nostra storia e costruiamo la nostra Val di Susa

Una Città In Comune
Territorio, Partecipazione e Politica:
dal basso, lotte sociali e proposte

Venerdì 20 gennaio
Presso la Rete Sociale FòriMercato, via Gran Bretagna,133, Firenze

Ore 18:00
Strategie in comune contro le Grandi Opere: un confronto tra movimenti e comitati dalla Val di Susa alla Piana fiorentina.
Ne parliamo con realtà locali, attivisti NoTAV, Wu Ming 1 e Wolf Bukowski, autori dell’inchiesta sul Passante di Bologna per Internazionale.

Ore 20:00
Aperitivo di autofinanziamento della serata

Ore 21:15
Presentazione di Un viaggio che non promettiamo breve. Venticinque anni di lotte No Tav.

Ne parliamo con :
Wu Ming 1, autore del libro
Davide Gastaldo, Notav valsusino

Evento Fb: https://www.facebook.com/events/1782391688678357/

 “Un viaggio che non promettiamo breve” e noi: raccontiamo la nostra storia e costruiamo la nostra Val di Susa

La minuziosa, appassionata, ricostruzione che Wu Ming 1 nel suo ultimo libro fa delle lotte che hanno coinvolto la Val di Susa e tutta la sua gente non è la cronaca localistica di una resistenza popolare. Non una lotta anacronistica, dispettosa, miope, provinciale, campanilistica ad un progetto, quello del TAV, che mette in discussione le sorti ambiziose e progressive delle Grandi Opere come la stampa asservita vorrebbe far credere. E’ un racconto ed una inchiesta che svela le falsità, gli interessi, le connivenze, le illegalità, i giochi di potere e lo spreco di denaro pubblico che si sono sviluppate indipendentemente dal colore delle amministrazioni e dei governi sulla realizzazione delle Grandi Opere Infrastrutturali fatte passare come strumento di sviluppo e modernizzazione della Nazione.

Quanto più proiettati nel futuro, faraonici e devastanti per il territorio, portatori di innumerevoli e fantasiosi nuovi posti di lavoro, tanto più i progetti (realizzati o in via realizzazione) come il Tav, la Variante di Valico, la stazione Medio Padana, la Tirrenica, il Mose, il ponte di Messina, si scoprono Opere Inutili. Progetti insensati ed alimentati da una visione economica (quando c’è) di uno “sviluppo” illimitato e insostenibile che divora ambiente e territorio. Non sono più, o non lo sono mai state, giustificate da necessità di servizio al territorio e alla popolazione. Sono servite piuttosto ad alimentare un perverso intreccio di interessi economici e politici, locali e nazionali: dalle cooperative edilizie diventate multinazionali del cemento, dai general contractor di stato, alle società ad hoc, alla filiera degli appalti e sub appalti, lo smaltimento dei rifiuti, tutti si sono abbeverati senza controllo al fiume del denaro pubblico. Questo sistema ha generato una scia di inchieste della magistratura che dagli anni ottanta si aggiornano costantemente fino ad oggi, segno inconfutabile che il territorio, i suoi abitanti, le loro istituzioni di partecipazione democratica, i “corpi intermedi”, hanno perso ormai il controllo di quanto viene deciso sopra le loro teste.

Questo groviglio di interessi politico mafiosi, si identifica nel libro di Wu Ming 1 con l’Entità.

Un qualcosa apparentemente trascendente che ha invece nome, cognome e ragione sociale che si concretizza nella reale oppressione della comunità della Val di Susa e del suo movimento attraverso la militarizzazione del territorio, le manganellate della polizia, la costruzione di teoremi giudiziari.

L’Entità trova una fiera opposizione che si fonda sulla tradizione delle lotte operaie, socialiste, del progressismo cattolico nonviolento del secolo scorso. Nessuna delega a partiti, ma la partecipazione insieme di vecchi militanti e più giovani attivisti, consapevoli di condurre una battaglia strategica non per la salvaguardia del proprio cortile, ma che riguarda tutti.

L’Entità non è attiva solo in Piemonte. Coinvolge tutto il territorio nazionale, e ha trovato nelle regioni centrali dell’Emilia Romagna e della Toscana un facile campo fertile quando il PCI, e le sue mutazioni genetiche, ha abbandonato la sua tradizione di partito di massa, e di rivendicazioni sociali, per diventare un partito liquido di dirigenti e di gestori d’appalti connesso agli interessi economici territoriali e nazionali. La storica fiducia in quel partito e nelle sue varianti attuali comincia solo ora ad incrinarsi, poiché quanto ottenuto in cambio di un voto ingrassa solo pochi, non frena la devastazione del territorio e dell’ambiente e non dà risposte alla crisi economica che conduce il ceto medio, sua classe di riferimento, ad una nuova povertà.

In Toscana, come in Emilia Romagna, non si sono sviluppati movimenti di resistenza alle Grandi Opere Inutili eterogenei e incisivi come il Movimento No Tav in Val di Susa. Il nostro territorio ha espresso ed esprime lotte tenaci supportate da un altissimo grado di competenze ma troppo spesso frammentate, prive di un largo supporto della popolazione. Il libro di Wu Ming 1 è un prezioso strumento di lotta, un vero e proprio manuale di lotta che ci mostra i punti di forza di un territorio che ha reso possibile un movimento così longevo e efficace.

L’invito che vogliamo cogliere e su cui vogliamo lavorare con i soggetti interessati non è quello di esportare il “valsusismo”, cosa impossibile proprio perché ha senso soltanto nel radicamento nella valle, ma studiare la nostra specificità, la composizione storica e sociale del nostro territorio per costruire un’opposizione efficace, per creare un nuovo senso di comunità, fondamentale per sovvertire questo sistema passando dal basso.

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