UCiC aderisce alla manifestazione No Tav del 10 maggio

2014_05_10_colpevoli_di_resistere_col_WEBLa lista di cittadinanza Una Città in Comune che donne e uomini, al di fuori dei partiti, stanno costruendo dal basso per le prossime amministrative di Firenze 2014, aderisce alla manifestazione del 10 maggio, a Torino, contro la repressione, contro la realizzazione della Linea Tav Torino-Lione ed in solidarietà a Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò indetta dal Movimento NoTav.

Aderiamo perché siamo contrari allo sperpero di denaro pubblico per costruire un’opera inutile, dannosa per l’ambiente e che è destinata a foraggiare mafie e interessi particolari dei grandi centri di potere che si spartiscono le Grandi Opere nel nostro Paese

Aderiamo soprattutto perché attraverso la repressione del movimento Notav si sta chiudendo ogni spazio di dissenso con un uso forzato della giustizia.

Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò sono 4 ragazzi, in carcere in regime di alta sicurezza (A2) dal 9 dicembre dello scorso anno, con l’accusa di terrorismo e la possibilità di condanne pluriennali, senza aver mai subito un processo.
L’accusa: aver partecipato ad un’azione notturna, durante la quale qualcuno ha dato fuoco ad un compressore del cantiere in val Clarea. Nessun operaio o agente è rimasto coinvolto o ferito nell’azione, ma Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò vengono definiti ‘terroristi’. L’imputazione surreale è possibile grazie ad una legge antiterrorismo varata nel 2005 (l’art.270sexies del C.P), che recita : «[…] Sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto […]»

Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò son terroristi perché (testuali parole del P.M.) “han tentato di creare danno all’immagine dell’Italia”. Sono inoltre terroristi, ex lege, così come tutti i notav che tentano di “costringere i poteri pubblici a astenersi dal compiere un atto”.

Una Città in Comune è formata da persone che si impegnano da anni sul territorio in difesa dei beni comuni, dell’ambiente, per il diritto alla casa e ad un lavoro dignitoso, siamo figli del Movimento No Tav, solidali e complici con le loro istanze e la loro lotta esemplare di comunità resistente che difende il proprio territorio e che non si lascia intimorire.

Da Firenze invitiamo a rilanciare l’idea che sui territori le persone impegnandosi e mettendosi una accanto all’altra, senza lasciare indietro nessuno e nessuna, autorganizzandosi e senza delegare a nessuno, possano davvero cambiare le cose.

Una città in Comune sarà simbolicamente spalla a spalla con i compagni valsusini e di tutta Italia che sabato 10 maggio a Torino diranno che se i 4 ragazzi sono colpevoli, allora siamo tutti colpevoli, e fieramente, di resistere.

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