Stasera, 25 Giugno, in Polveriera con Diario di zona

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Giovedì 25 Giugno diario di zona
presso La Polveriera Spazio Comune, via Santa Reparata,12
Presentazione di Diario di zona con l’autore Luigi Chiarella (Yamunin)

ore 20:00 apericena
ore 21:15 inizio presentazione

Vi aspettiamo!

 

 

Evento FB: https://www.facebook.com/events/455514271284824/

Estratto da: Un incontro ravvicinato del #QuintoTipo con Goffredo Fofi – Se siamo pusher cerchiamo di spacciare roba buona su http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=21677#more-21677

In Diario di zona c’è un vero scrittore – Questi che lavorano nel teatro hanno un’attenzione nell’uso della parola che molti scrittori non hanno (non scrivono: pisciano) – In Diario di zona dialoghi (e monologhi) bellissimi – Un universo letterario sociologicamente probabile – Se siamo pusher, dobbiamo spacciare droghe buone, droghe che sveglino anziché addormentare.

Estratto da: http://lostinatolettore.blogspot.it/2015/05/diario-di-zona-di-luigi-chiarella.html

“…Questo libro è un vero è proprio caso di serendipità, neologismo che indica la fortuna di fare scoperte che rendono felici; è ambientato a Torino, o meglio ancora le parole risiedono e vivono a Torino, il suo protagonista è un precario, genuino, combattente, un romantico contemporaneo, che vede il mondo che lo circonda per quello che è: stratificato.

È un diario, scritto e vissuto in prima persona, ogni pagina è il racconto di una Zona di Torino. Luigi è un letturista, armato di bicicletta, una divisa ad alta visibilità, palanchino cacciavite e terminale per le letture. Si avventura nelle cantine, nei tombini, nei momenti di quotidianità della città cercando di “leggere” più contatori dell’acqua possibili per poi, terminata ogni zona assegnatagli inviare i dati del consumo dell’acqua alla propria azienda.
È un lavoro, non meno nobile di altri, ma come dice il protagonista, la verità è che Il lavoro mancherà sempre di renderci liberi…”

Estratto da: http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/dai-tombini-di-torino

” … Diario di zona raccoglie scritture inizialmente destinate da Luigi Chiarella al suo blog, da cui il nome Yamunin con cui lo si può anche incontrare su Twitter, ecosistema che abita con sagacia. Si tranquillizzi il lettore-critico che diffida di scritti che, nati in rete, trovino ospitalità sulla carta; il libro è quanto di più di più lontano ci sia dall’escamotage editoriale astuto. È la cartografia di una crisi personale innanzitutto, di quelle che capitano ai tanti che, mutati dettagli e con pochi passaggi, potremmo essere noi. La storia è quella di uno nato in Calabria e trasferitosi a Torino che lavora come attore e drammaturgo e si ritrova senza lavoro: un costitutivamente-precario messo all’angolo dalle difficoltà economiche che nel settore cultura&arte rendono improbabile vivere di quello, a chi non lo intenda come passatempo per ereditieri.

Yamunin è persona solida e di diversi lavori – postino, operaio, magazziniere, libraio – come i tanti trentaquarantenni che nonostante tutto hanno creduto (se non nella mobilità sociale quanto meno) nell’interclassismo che fa aspirare a un lavoro diverso da quello dei genitori. Per reagire alla disoccupazione è diventato operaio letturista: uno degli “omini” con tuta e scarpe anti-infortunistica che fanno le letture dei contatori dell’acqua e in giro per la città tirano su dischi di ghisa con palanchini e cacciaviti, entrano nei locali delle cantine, fotografano i contatori e raccolgono dati per le società erogatrici del servizio.

Con libri di poesia o storia nella zaino, ha scelto come mezzo di trasporto la bicicletta, nella città che un certo modello di sviluppo (Feroce, Idiota, Alienante, Traumatico) ha riempito di auto a dismisura e in cui il traffico e l’arroganza di strada sono tali che fuori dalle zone pedonali si rischia la vita in continuazione (le ciclabili in città sono una vecchia barzelletta, simile a quella della metropolitana). ..”

Estratto da: “Precariato in Wonderland” ripreso su http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=20923

“…I temi del lavoro e della denuncia sociale sposati a una convincente cifra narrativa riemergono ora nel primo titolo di “Quinto tipo”, Diario di zona di Luigi Chiarella in arte Yamunin (2014, pagg. 319, euro 16). L’epoca sono i primi anni Dieci: Chiarella, uomo di teatro, calabrese da anni immigrato in una Torino che sta imparando a conoscere (nel bene e nel male), si trova all’improvviso senza lavoro. Inizia così, nell’impennare dell’ansia, una raffica di vani tentativi di collocarsi e, dopo molto peregrinare, l’uomo deve infine accettare un impiego precario da letturista dei contatori dell’acqua. L’esperienza è all’inizio traumatica: suonando i campanelli riscontra (come temeva, ma non a tal punto) più sospettosa ostilità che collaborazione, e tutto un codazzo di reazioni sociali frutto in parte della “nuova” crisi, in parte legati a problemi più antichi, specifici o meno di Torino.

Di fronte a un lavoro quotidiano che impatta su di lui in modo tanto pesante, Chiarella reagisce però con gli strumenti che gli sono propri: e inizia a raccontare sul blog Satyrikon le avventure delle proprie giornate in una Wonderland urbana tra pulsantiere e cantine, androni e pozzetti. Riproducendo dialoghi, ricostruendo situazioni, rievocando sensazioni e sentimenti degli interlocutori e naturalmente propri: dove lo stile del resoconto risente certo della sua vocazione teatrale (scambi verbali straordinari, un’attenzione vivida alla mimica e al senso complessivo della scena, grande fluidità negli stacchi da un incontro all’altro) ma con l’assoluta autenticità di un’esperienza umana…”

 

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