Salvate gli studenti dall’ex assessore alla cultura

Tra gli innumerevoli problemi sociali, politici ed economici scopriamo che i giornali tornano a parlare, forse per incapacità mascherata da timore paterno, del sempreterno problema droga.

Giovanni Gozzini, classe 1955, dopo tanta letteratura e dibattiti sulla relazione genitori e figli, pensa bene che i rapporti di fiducia e di stima abbiano poco senso e invoca la più antisportiva delle soluzioni: l’antidoping a scuola.

Se esisteva un inevitabile divario generazionale, ecco che adesso questo è diventato un muro, costruito dalle macerie di una generazione che ha risolto i propri problemi negandoli, e i rapporti con l’altro da sé mediante un’ineffabile prova del capello. Alla quale segue, in caso di accertata positività dello studente, ramanzina da parte di genitori e insegnanti.

Complimenti: abbiamo fatto passi da gigante sul piano della soluzione dei problemi adolescenziali; abbiamo risposto alle loro richieste; abbiamo ascoltato i loro appelli; siamo stati loro vicini nei momenti di crisi e/o di contestazione delle autorità.

Chissà cosa penseranno ragazze e ragazzi della proposta Gozzini. E’ probabile che ne ridano, ma è anche altamente verosimile che si sentano umiliati, privati della propria libertà (che i loro genitori invece si son presa); un’intrusione nelle loro esperienze di ragazzi che l’adulto non riesce più a ricordare. Si sentiranno traditi dagli adulti “amiconi” e perderanno ogni fiducia in quella classe dirigente che tanto li vorrebbe moralmente condannare. E loro, come noi, non ci stanno.

Sarebbe bene allora ridurre un po’ l’adultocentrismo e quel narcisismo generazionale che rende taluni impermeabili all’autocritica: forse il tornare con i piedi per terra, giù dabbasso tra la gente e gli oggetti, i giovani e i meno giovani, i disoccupati, gli immigrati, le persone sole e le persone solari, le donne e i ragazzi delle scuole, potrebbe costituire una buona terapia per elaborare misure meno shock.

 

 

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