Renzi-Merkel: Firenze capitale, dell’austerity

Lo spettacolo offerto la scorsa settimana dalla coppia Angela Merkel-Matteo Renzi è stato imbarazzante.

Siamo ormai abituati alle passerelle mediatiche che il premier non eletto ci regala da quando la città di Firenze è ridotta a palcoscenico per dei governanti sedicenti innovatori.

Germany's Chancellor Merkel smiles with Italy's Prime Minister Renzi during the Asia-Europe Meeting (ASEM) in MilanIn questa occasione, con il consenso della gran parte dei media compiacenti, si è oltrepassato il confine del buongusto.La storia della città, i monumenti e le opere d’arte sono stati usati ancora una volta per ragioni di puro marketing politico, effetti speciali per coprire incontri inutili e inconsistenti ed esibendo un fantomatico “nuovo Rinascimento” di cui non si vedono le tracce. Con improbabili sbandierati “patti della bellezza” Merkel, la prima responsabile dell’austerità che soffoca l’Europa e Renzi, il suo (a chiacchiere) contendente, celebrano sotto la statua del David la fine di un inutile semestre europeo a guida italiana e cercano di camuffare il disagio sempre più evidente che attraversa la nostra società.


Ma cosa c’è di cui vantarsi nella Firenze di oggi? Il centro storico, anche grazie alle pedonalizzazioni-spot che hanno precluso per anni il passaggio ai mezzi pubblici, è sempre meno vivibile per chi abita, studia, lavora in città e sempre più a misura di un turismo mordi e fuggi ” fast food” o offerta in esclusiva ad un consumo mercantilistico elitario e arrogante in cui il cittadino comune è visto come una ingombrante e sconveniente presenza.

Cinema ed esercizi storici, parte dell’identità cittadina, hanno chiuso per lasciare il posto a grandi catene di moda o a multinazionali.
Le periferie sono trascurate e abbandonate a se stesse in quanto non funzionali alle strategie di vendita dell’amministrazione Nardella, che offre senza pudore sconti sulle imposte alle aziende non presenti sul territorio comunale e lascia i cittadini alle prese con aumenti di ogni tipo.

Ai cantieri per la tramvia, si sommano in maniera confusa nuovi progetti più o meno sconsiderati di sottoattraversamento (oltre al “vecchio” tunnel Tav, si sono aggiunte ipotesi improvvisate di tunnel sotto il centro storico o a ridosso dei viali di circonvallazione). Il tutto secondo l’estemporanea convenienza del premier-sindaco, mentre il Comune non riesce a far rispettare i tempi dei cantieri già aperti a causa delle assurde modalità di gestione degli appalti che penalizzano i lavoratori e i cittadini e favoriscono le aziende appaltatrici.

Ci chiediamo davvero che cosa avrà avuto da magnificare Renzi, in una città sempre meno accogliente per chi cerca casa e in cui gli sfratti per morosità incolpevole sono pesantemente aumentati negli ultimi anni. Forse del fatto che il suo governo ha sospeso il blocco degli sfratti? Oppure delle privatizzazioni passate, come l’Ataf e di quelle future, come la Mukki, per cui il premier ha già indicato chi dovrà essere l’acquirente impedendo una discussione libera da condizionamenti?

Il Presidente del Consiglio, di fatto il vero Sindaco della città, con buona pace del suo “procuratore” Nardella, potrà forse durare ancora per qualche tempo, sostenuto dai centri di potere che l’hanno portato a ricoprire il suo ruolo attuale ma sono già sotto gli occhi di tutti i danni di questo gruppo di “giovani restauratori del vecchio” e dobbiamo portare avanti alternative che si rendono sempre più necessarie.

La città può essere ripensata e migliorata solo partendo dalle esperienze costruite dal basso, con la partecipazione diretta dei cittadini e senza affidarsi al narcisismo di chi rappresenta gli interessi dei più forti.

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