“La Grecia siamo noi” mobilitiamoci per un NO all’austerity

La Grecia siamo noi

Con la rottura delle trattative tra i “creditori” e il governo greco si chiudono ireferendum grecia cinque mesi che hanno chiarito la vera natura dell’Unione Europea e come il debito venga usato per ricattare un Paese nell’attuale sistema di relazioni politiche ed economiche tra stati ed istituzioni internazionali.

Dopo i due salvataggi capestro del 2010 e 2012 imposti alla Grecia per ripianare il debito contratto da governi corrotti di centrodestra e centrosinistra con le banche tedesche e francesi e pagati dai cittadini greci con misure di austerità (il tristemente famoso memorandum) che hanno distrutto l’economia del Paese e portato disoccupazione e miseria ad ampie fasce della popolazione, ci si aspettava almeno una qualche forma di autocritica e una diversa considerazione per l’urgenza di cambiamento del popolo greco rappresentata dal governo di Syriza.

Niente di tutto questo è avvenuto. Le tre istituzioni che compongono l’odiosa Troika (UE, BCE e FMI) e detengono il debito greco, nel corso di questi mesi non hanno lasciato alcun margine per una vera trattativa. Nessuna concessione sulla richiesta di ristrutturazione del debito greco, notoriamente impossibile da ripagare per intero, nessuna apertura sulla possibilità di tenere una conferenza sul debito a livello europeo. Solo la riproposizione delle stesse politiche fallimentari di tagli alle pensioni, aumento dell’iva, deregolamentazione del mercato del lavoro senza alcuna proposta seria di investimenti per il rilancio dell’economia.

Di fronte all’ultimatum dei creditori a pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno, Tsipras ha avuto il coraggio e la coerenza (virtù da molto tempo scomparse dalla politica in Italia) di rifiutare l’ennesimo accordo-truffa e di andare direttamente davanti al popolo greco domenica 5 luglio con un referendum sulle ulteriori misure di austerità imposte dalle istituzioni.

Nella settimana che ci separa dal referendum, Una Città in Comune, che è impegnata da alcuni mesi in un progetto di solidarietà con la fabbrica autogestita Vio.Me di Salonicco, sosterrà con forza le ragioni del NO. Siamo consapevoli che, in ogni caso, per la Grecia si prospettano tempi durissimi. L’oligarchia che domina i governi europei e le istituzioni sovranazionali continuerà a punire il popolo greco applicando i dogmi di un’economia liberista fondata sulla lotta di classe dei ricchi contro i poveri. Il “giudizio divino” delle banche e dei mercati, spacciato dalla maggior parte dei politici e dei media europei come diritto naturale, non si piega davanti alla democrazia, alla solidarietà e al buon senso.

E’ per questo che la lotta del popolo greco ci riguarda tutte e tutti, come cittadini europei ugualmente schiacciati da un sistema che considera le nostre vite solo se compatibili con voci contabili e bilanci in pareggio. E’ per questo che durante la settimana ci impegneremo a dare voce alle ragioni del popolo greco con tutte le iniziative possibili.

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