La Grecia è tutti noi

Varoufakis DisselbojmUna città in Comune è un progetto politico di sinistra e dal basso formato da persone impegnate sul territorio nelle realtà di base. L’unico orizzonte politico che riteniamo credibile e che potrà portare ad una riappropriazione della rappresentanza è l’aggregazione delle lotte: in questa direzione va il nostro impegno. Siamo consapevoli di quanto ancora in Italia ci sia da lavorare per costruire in questa direzione, ma siamo altrettanto consapevoli dell’ottusità e del provincialismo di chi non riesce a cogliere nella lotta del popolo greco la possibilità di apertura di una crepa nel pensiero unico europeo per cui dalla crisi si esce secondo le regole dettate dall’austerità.

Nelle ultime due settimane, dopo la vittoria di Syriza alle elezioni greche del 25 gennaio scorso, abbiamo assistito alle prime mosse dell’esecutivo guidato da Alexis Tsipras. Il nuovo governo fino ad oggi si è impegnato con coerenza nel portare avanti misure in netta discontinuità con quelle concordate con la Troika dai suoi predecessori. Syriza ha dimostrato di essere seriamente intenzionata a mettere in pratica politiche opposte a quelle che governi di ogni colore in ogni paese europeo hanno messo in atto negli ultimi 20 anni. Sono state bloccate privatizzazioni di beni pubblici, avviato un programma di sostanziale riforma della polizia, sono state tolte le transenne che separavano anche simbolicamente il Parlamento dal popolo greco. Giovedì 5 febbraio, dopo l’ennesimo ultimatum della Bce e del governo tedesco, migliaia di persone si sono riunite in Piazza Syntagma per sostenere il governo di Tsipras che aveva dichiarato di non voler accettare ricatti.

Nel viaggio intrapreso in alcune capitali europee Tsipras e il ministro delle finanze Varoufakis non erano solo rappresentanti del governo greco ma dei portavoce di tutto il popolo europeo colpito da politiche di austerità che servono solo a proteggere gli interessi delle banche e dei grandi capitali.

La risposta dei governi europei (compreso quello italiano, nonostante i sorrisi e le inutili sceneggiate di Renzi) e della Bce è stata in pratica di totale chiusura verso le richieste di rinegoziazione del debito e sprezzante nei confronti della volontà espressa dal popolo greco a seguito di elezioni democratiche.  Ad oggi non possiamo sapere come evolverà la situazione, se ci sono ancora margini per un ripensamento dell’Unione Europea o se questa sia definitivamente irriformabile.

Sappiamo però che in questo momento Syriza e il suo governo hanno messo il dito nella piaga del gigante economico-finanziario-burocratico che domina le nostre vite e si conferma pronto a schiacciare chiunque osi sfidare la sua egemonia. Le politiche di devastazione dei nostri territori, la mercificazione dei beni comuni, la svalorizzazione del lavoro e l’innalzamento del “mercato” ad unica variabile indipendente dipendono dal contesto generale che il governo greco sta mettendo in discussione. Senza esagerare possiamo affermare che oggi la Grecia è tutti noi.

In quest’ottica Una Città in Comune darà il suo sostegno a quelle iniziative locali di solidarietà e di supporto all’azione del governo greco in questa decisiva battaglia.

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