Beni culturali a Firenze: vogliamo una discussione pubblica e trasparente

Dev’essersi morso le mani il reggente Dario Nardella. Gli era andata bene fino a ieri mattina ma proprio sul più bello, l’articolo di Tomaso Montanari ha svelato l’affitto del Cappellone degli Spagnoli ai banchieri della Morgan Stanley per una cena, facendo restare il vicesindaco come un bambino preso di sorpresa con le dita nel vasetto di marmellata.
Non c’è limite al livello di “degrado” a cui questa gestione antidemocratica della città ci spinge ogni giorno di più. Tanto per dare un contentino alla prevedibile indignazione dei cittadini, Nardella prova a metterci una pezza ma fa un danno ancora peggiore: “anziché 20mila chiediamo 40mila euro ai partecipanti alla cena”. Bene, perché allora non 80mila, o centomila, considerando il reddito dei facoltosi commensali?

Non avranno più di 40mila Euro da darci???

Non avranno più di 40mila Euro da darci???

 

Sabato 24 maggio al Forte Belvedere, ancora chiuso alla cittadinanza, andrà in scena l’ennesimo evento esclusivo con le nozze di due ricconi pseudo-artisti.

Una Città in Comune ritiene che sia giunto il momento di discutere in maniera definitiva su come vengono utilizzati i beni culturali della città. Non ci rivolgiamo a questa amministrazione, ma ai cittadini, agli operatori, alle istituzioni competenti, a tutti coloro che, anche fuori dalla nostra città hanno a cuore la valorizzazione e il rispetto di quello che viene descritto come “patrimonio dell’umanità”.

Vogliamo che venga fatta una volta per tutte una discussione approfondita sull’utilizzo dei beni culturali a scopi privati. Noi siamo contrari a tale utilizzo. I soldi che mancano vanno reperiti in altri modi. Vogliamo però che venga fatta una discussione pubblica trasparente su questo, evidenziando le ragioni di chi la pensa diversamente da noi (ammesso che sia un buona fede e non abbia interessi di altro tipo sulla questione…).

A questo punto, dopo che il danno è stato fatto, chiediamo al Reggente e alla sua corte tre cose:

1) Perché tutta questa vicenda è stata fatta passare in silenzio fino a ieri? Perché non si è dato pubblicità della chiusura per un giorno di un luogo di culto e di visita artistica?

2) Come vengono fissati i prezzi di simili eventi e come può Nardella passare da 20mila a 40mila euro a suo piacimento?

3) Perché questo spazio è stato concesso ai banchieri di Morgan Stanley? Perché proprio a loro? Forse perché fanno parte della rete dei finanziatori di Renzi e si doveva saldare il debito, a spese della città, con chi ha contribuito a far diventare il Berluschino Presidente del Consiglio?

Vorremmo rivolgere una domanda anche alle istituzioni ecclesiastiche e ai cattolici che si sdegnano tutti i giorni per il “degrado” della città. Vi offendono di più i turisti sulle scale del Duomo o una cena di banchieri in una Chiesa?

Non avremo risposte da quest’amministrazione che deve rendere conto ad altri piuttosto che ai cittadini. Una Città in Comune non ha e non avrà altri a cui rendere conto se non le cittadine e i cittadini e tutti coloro che si battono per una Firenze che tuteli e promuova il suo patrimonio artistico rendendolo possibilità di emancipazione culturale per tutte e tutti e non lo metta in svendita al peggior offerente.

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