Appello : per Una Città in Comune, lista di cittadinanza

Per Una Città in Comune
lista di cittadinanza politica alle amministrative Firenze 2014

APPELLO

LA DEMOCRAZIA DELLA COSTITUZIONE
CONTRO L’AUSTERITÀ DEL LIBERISMO

    • Le città sono ancora il luogo in cui è possibile immaginare e mettere in pratica una diversa idea del mondo e dei rapporti sociali, nonostante la realtà ne mostri spesso il lato più desolante, nella disgregazione delle relazioni e nello svuotamento degli spazi comuni indotti dalle politiche neoliberiste nazionali ed europee. Ci sono infatti vertenze localizzate in ambiti cittadini che prendono forza diventando dei simboli per tutte le città in lotta. Anche a Firenze, anche in Italia, soltanto pochi anni fa è stato possibile vincere una battaglia di civiltà e di democrazia: il referendum sull’acqua. Ripartiamo da qui, dalla città che si riconosce nell’orizzonte di diritti e di pratica democratica della Costituzione, si batte contro la logica pervasiva del profitto e della privatizzazione per affermare i valori dell’eguaglianza e del diritto, per una Firenze in cui i bisogni di chi ci vive siano ascoltati e soddisfatti.

FIRENZE NON È UNA MERCE

  • Nei cinque anni di governo di Matteo Renzi, tutto teso alla esaltazione di se stesso mediante un continuo bombardamento mediatico che produce l’inganno di considerare già fatte le opere annunciate, Firenze si è trovata in una posizione del tutto singolare. Da una parte è stata abbandonata a se stessa da un’amministrazione latitante e ben decisa a non sostituire, ma semmai ad affiancare, i preesistenti centri di potere; dall’altra si è vista trasformare in un laboratorio politico in cui è possibile conoscere in anteprima i connotati dell’Italia del prossimo futuro. Se i frutti della superficialità del Sindaco sono sempre più visibili a molti fiorentini, i rischi insiti nella sua visione politica ultraliberista e autoritaria non appaiono affatto chiari all’opinione pubblica nazionale. È per questo che le elezioni comunali fiorentine del 2014 hanno una doppia posta in gioco: un governo capace di cambiare la città, ma anche la costruzione di una via radicalmente alternativa per la crisi della società e della democrazia italiana.
    Per poter ottenere questo duplice risultato, è essenziale creare le condizioni per una vasta partecipazione dei fiorentini e delle fiorentine al voto. Ogni sforzo, ogni confronto deve tendere ad unire chi in questi anni ha partecipato a iniziative, scioperi, manifestazioni e raccolte firme di contrasto alla mortificazione dei beni comuni, dei diritti costituzionali e delle persone.

PRIMA IL PUBBLICO
POI IL PRIVATO

    • i tratta di un percorso di liberazione permanente che ha bisogno di confronto politico, partecipazione e diffusione del potere. Ripartire da questa idea di democrazia costituzionale significa essere in conflitto con la devastazione sociale, culturale e perfino antropologica indotta dal neoliberismo, imposta da Unione Europea, BCE e FMI e applicata dal governo cittadino attuale, in coerenza con l’autoritarismo cinico che connota sempre più gli stati, ridotti alla funzione di garanti polizieschi dell’ordine “dei mercati”. Nella città questo conflitto si manifesta nelle pratiche di chi si oppone e resiste alla logica devastante della mercificazione che vorrebbe ridurla a collezione di centri commerciali in periferia e di “vetrine grandi marche” in centro, teatro di grandi opere speculative, scena di lusso per eventi spettacolari, ostaggio della rendita, con pochi cittadini di serie A e tutto il resto di serie Z, dove anche il diritto all’abitare viene negato a sempre più persone. Una città dove l’immenso patrimonio artistico è usato non per rimuovere gli ostacoli all’uguaglianza, ma sempre più per escludere e separare.
    • Un’alternativa c’è già nella Firenze che difende il territorio, l’ambiente, il diritto alla salute, i beni artistici e culturali, la creatività diffusa: le relazioni umane e con la natura che sono la linfa vitale di una città. Il diritto alla mobilità sostenibile e alla fruibilità dello spazio urbano senza barriere. I beni comuni come l’istruzione e la cultura, intorno ai quali una comunità, aperta e inclusiva, si costruisce ed elabora la sua identità. Nella crisi economica che precarizza l’intera esistenza, fa crescere paura e rabbia, genera nuove recinzioni, viene minata la possibilità stessa di essere donne e uomini, giovani, bambini e vecchi capaci di interagire e di partecipare; così come viene negato il valore di un lavoro dotato di diritti. Nella crisi saltano tutte le tradizionali appartenenze politiche ed elettorali. È a questo sconvolgimento che bisogna saper parlare. A chi è fuori dalla cittadella istituzionale e non si riconosce nella politica delle “grandi intese”, schierata con il rigore liberista dell’Europa della finanza. Un mondo che non accetta il “brillante” dinamismo renziano, nuovo solo per i salotti televisivi, in realtà profondamente conservatore.

BENI COMUNI DIRITTI
LAVORO PARTECIPAZIONE
IDEE NUOVE  ED ESPERIENZE CONSOLIDATE DA METTERE A FRUTTO

    • Una proposta alternativa deve essere radicale quanto ampia, capace anche di parlare a coloro che nelle ultime tornate elettorali non sono andati a votare. Non si parte da zero, perché un sapere alternativo al modello di potere e di governo del centrosinistra fiorentino ha raggiunto maturità e competenza tali da renderlo punto di riferimento. Esso ha trovato voce in città nell’azione di tante associazioni e comitati su temi cittadini e su temi generali per la democrazia e la giustizia sociale, nelle lotte in molti luoghi di lavoro, nella difesa della legalità e della lotta alle mafie, nell’impegno diffuso, per la laicità e i diritti civili, nell’esperienza decennale della lista UnaltracittàUnaltromondo poi PerUnaltraCittà.

UN’ALTERNATIVA AL CENTROSINISTRA
PER IL GOVERNO DELLA CITTÀ

    • Adesso, contro poteri forti sempre più arroganti e antidemocratici, è necessario produrre uno sforzo importante che abbia come fine il governo della città, per un salto di qualità che liberi tutte le energie positive che la città può esprimere. Mettendo al centro il recupero delle proprietà pubbliche per una gestione e fruizione diffusa dei beni comuni, che non devono essere svenduti né abbandonati; liberando le società pubbliche dalla lottizzazione che le schiaccia con i supercompensi dei dirigenti di nomina politica; togliendo inutili gabelle e burocrazie per iniziative di singoli cittadini o gruppi. Si potrà investire il denaro pubblico così recuperato nelle indispensabili piccole opere di miglioramento e manutenzione, coinvolgendo gli abitanti e creando lavoro. Elemento chiave di questo processo è il ricorso all’autorganizzazione e all’autodeterminazione, che un’amministrazione comunale deve facilitare e sollecitare nell’interessepubblico. Il protagonismo di chi abita, lavora, studia in città è la più grande risorsa di unademocrazia viva.

FIRENZE CHIAMA

  • Prima di un concreto programma di governo, da costruire insieme, è indispensabile riunire tutti e tutte coloro che pensano che Firenze possa diventare il centro di una vita civile fondata su un modello culturale alternativo al mercato e caratterizzato dalla piena inclusione tra italiani e immigrati, dalla frequentazione reciproca di mondi sociali diversi. La nostra città non serve a trasformarci in consumatori, ma a farci cittadini sovrani ed eguali, in grado di esercitare e vedere riconosciuti e difesi i propri diritti. È il momento di mettersi in cammino.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>